Dopo aver fatto tesoro di ciò che non dovremo scordarci in questo 2010 vediamo, da uno studio fatto da searchenginejournal.com, 5 fattori che influenzeranno la link building nel 2011. Ovviamente, trattandosi di previsioni bisogna usare molta cautela, tuttavia sono sicuro che qualcosa azzeccheranno!

1. Meno uso di ancore basate su parole chiave e maggior uso dei brand.

Con le recenti penalizzazioni dovute ad anchor text sovra-ottimizzate, e il cambiamento che ha portato al dominio dei brand nelle SERP, la link build probabilmente involverà maggiormente questa sfera più. Questo risulterà specialmente utile per la gestione della propria reputazione online, dal momento che questo fattore sta acquisendo una notevole importanza (come recentemente segnalato nel post “Influenza SEO di Twitter e Facebook“).

2. Meno importanza per la quantità, maggiore per la qualità.

Google sta lavorando duramente per ridurre il numero di siti di bassa qualità presenti nelle SERP. Le strategie di link building dovrebbero concentrasi maggiormente sulla qualità quindi sia in termini contenutistici che, per l’appunto di link, così da screditare fonti poco autorevoli. La domanda ora è, quale fattore sarà essenziale nel determinare la qualità per il 2011?

3. Meno enfasi al PageRank, maggior enfasi all’autorità.

Con la rumoreggiata prossima morte del PageRank confermata dalla scarsità di aggiornamenti dello stesso nel 2010, la valutazione dei link sta virando nella direzione del mozTrust, dell’autorità di un dominio (Domain Authority) e dell’autorità della pagina singola (Page Authority).  A tal proposito vi rimando alla lettura di un interessante articolo uscito su raventools.

4. Meno links verso la homepage, più link ai contenuti.

Finalmente la possibilità di contentrarsi su pagine con contenuti interessanti sta diventando realtà, è ora di lasciare da parte la link building mirata alla pagina principale. Content is the King!

5. Meno interesse per il posizionamento, più interesse per le conversioni.

Molti clienti stanno iniziando ad integrare la web-analytics nei loro piani SEO, così invece di essere interessati al fatto che la loro posizione si è mossa dal 5° al 4° posto, vorranno sapere che il tasso di conversione per alcune parole chiavi è migliorato perchè i loro clienti hanno trovato quello che realmente cercavano. Non ci sarà infatti alcun ROI (ritorno su un investimento) per una chiave che non ha valore commerciale.

Punto bonus! Minor necessità di link dofollow, maggior importanza per le citazioni sociali.

Non è più teoria, i social media influenzano le SERP, in particolare Twitter e Facebook. Quei link finora bistrattati a causa del nofollow ora sono considerati parte di un sentimento positivo verso un brand o un sito web. Non c’è da stupirsi che i link nofollow da siti autoritari, come Wikipedia, inizino ad acquistare un certo spessore.

Questo è quanto, e voi che ne pensate? Che cosa prevedete per l’anno nuovo?